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SGORBI

BY:  Franco Alessandrini

Gli sgorbi sono stati presenti in varie mitologie immortalati dagli Egizi nel loro geroglifici.  Passati all’antica Grecia e poi all’Etruria presenti durante il periodo Romano.  Ebbero una risorgenza durante il periodo del medioevo, forse per l’invenzione della carta moderna.

Negli antichi monasteri I frati compilavano in bella calligrafia vecchi manoscritti.  Uno seduto accanto all’altro, cercando di tenersi caldi nelle lunghe giornate invernali.  Cosi vicini che I loro gomiti quasi si toccavano e cosi un movimento brusco o inaspettato causava lo “Sgorbio” e fra una preghiera e un’altra si doveva rifare daccapo tutta la pagina.  Quelle pagine con I sgorbi andavano una sopra l’altra dentro un cassettone.

Il momento della concezione avveniva quando le monache nei loro conventi leggevano quei manoscritti.  Con I diti scorrevano sopra le parole spesso si imbattevano in uno sgorbio quel dito faceva il resto nel corso della notte.  Fu cosi che nacque uno degli sgorbi umanoidi più famoso lo sgorbio di “Notre Dame”

L’inchiostro era la dieta ideale per gli sgorbi perché erano nati dall’inchiostro e da qualcosa involontario.  Sgorbio qualcosa di non ponderato forse la volontà divina che appare ogni tanto per ricordarci la nostra imperfezione

Nascosti dietro I cassetti fra una pagina e un’altra si infilavano li dentro due fogli come lame affiliate e quando uscivano si gonfiavano come palloncini.  Erano tutti dello stesso colore dell’inchiostro.  All’infuori della bocca che quando l’aprivano diventava enorme e come la nostra.

I frati diventarono sempre meno e gli scrivani non più necessari con l’avvento della stampa.  Dopo qualche secolo abbandonati in quell monastero, finalmente un mercante di antichità compro quell cassettone antichissimo senza rendersi conto che intrappolati li dentro c’erano alcuni di quei sgorbi.  Quel cassettone fini nel suo negozio in centro della città in un vecchio palazzo.

La trovarono nuova dimora quei sgorbi in una libreria di libri antichi dove travarono altri sgorbi.  Fu qui che quei Sgorbi sono diventati un po sofisticati e hanno acquisito una certa eleganza quando si sono imparentati con i “paraffi” una specie nobiliare di Sgorbi.

Una notte  quando uscirono dalle loro pagine, videro dalla vetrina del loro negozio attraverso la strada una vision fantastica!!  Un “Giornalaio” decine, centinaia, migliaia di fogli.  Tutte quelle righe piene di lettere tutte colorate.  Erano rimati come bambini davanti a una vetrina di dolciumi.  Chissà che sapore?  Forse come la prima volt ache mangiamo McDonalds.

Cosi nelle notti senza luna, con la nebbia, quella luce elettrica ormai debole non era abbastanza per fermarli.  Grande scorpacciate.  Quei sgorbi diventavano grassi e colorati.  Era sempre più difficile rientrare fra le pagine.  Al mattino I giornalaio trovava alcune pagina bianche.  Pensava qualche problema di stampa.

Oggi giorno tutto quello che le persone indossano ha qualcosa di stampato grande o piccolo dentro o fuori.  E a tutti piace viaggiare.  Il Sistema migliore per gli sgorbi di andare in giro intorno al mondo ed incrociarsi con sgorbi di altre culture.

La musica era diventata per loro una sublime delicatezza.  Era sempre un mistero quando dolce quando amara.  Una sorpresa continua.  Gli sgorbi avevano conosciuto Fra Guido nel suo convento.  Aveva creato il linguaggio della la musica.  Adesso la musica era scritta non solo cantata o suonata.  E gli sgorbi potevano gustarsela sulla carta.

Cosi in quel mobile con quei manoscritti finiti nel negozio dell’ antiquario si sono poi diffusi.  Sono dappertutto, a caccia di sgorbi e sbagli quasi invisibili li, puoi forse vedere se sai leggere tra le righe.

Io ne ho adottato due che oltre tenermi compagnia mi aiutano a scrivere e disegnare e non ho più bisogno della gomma da cancellare.

Al giorno d’oggi le città sono sature di indicazioni stradali.  Insegne commerciali, pubblicità, grande e piccole e quindi possibile per gli Sgorbi perdersi nella notte.

 

Per prevenire questo gli ho messo una catenina al polso, con una lunga e larga autonomia.

 

La notte si accontentano di guardare dalla finestra.  Sognando di inseguire quelle lettere tutte colorate illuminate negli autobus, taxi, ecc..

 

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In una vecchia, piccola e fredda libreria in Alaska chissà da dove?  Appari uno Sgorbio e quando i cercatori d’oro abbandonarono.  Quello sgorbio sopravvisse con quei pochi libri e giornale abbandonati finche arrivo un’altro boom, l’oro nero.  Costruirono città e strade e lui ben presto si adatto a nutrirsi di quelle strisce sulle autostrade.  Ne aveva fatto fuori migliaia di kilometri.  Era diventato enorme e tutto bianco come quelle strisce che divorava.  Lo chiamano “Lo Sgorbio delle Nevi”.  Ancora oggi viene avvistato di tanto in tanto lungo le autostrade or nei campeggi dove c’e carta stampata.

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